Carmelo Pace è stato eletto sindaco di Ribera per la terza volta. Il risultato è emerso lunedì 25 maggio 2026 durante lo spoglio, seguito in diretta da Mi Candido con una maratona in due parti: secondo i dati provvisori comunicati in studio, Pace era oltre il 53%.

In breve

  • Hanno votato 11.780 elettori, il 59,12%. Nel 2020 i votanti erano stati 11.949: quasi gli stessi, con circa 400 elettori in meno.
  • Pace, sostenuto da Democrazia Cristiana, Lega e Sud chiama Nord, ha vinto al primo turno. Per i commentatori in studio ha pesato molto il voto disgiunto a suo favore.
  • Maria Rosaria Provenzano, alla prima candidatura, entra in Consiglio come principale voce dell'opposizione. Eunice Palminteri era intorno al 6% nei primi dati.

I numeri dell'affluenza

Gli aventi diritto erano 19.639, circa 400 in meno dei 20.036 del 2020. I votanti sono stati 11.780, pari al 59,12%, contro gli 11.949 di sei anni fa: una partecipazione quasi identica.

Il sindaco

Già nei primi dati Pace era sopra il 50%. Nella seconda parte della maratona l'inviato di Mi Candido ha seguito il suo arrivo nella sede elettorale, tra la folla in festa. Il nuovo sindaco è anche deputato regionale: nel confronto finale aveva detto che farà il sindaco senza indennità.

Il Consiglio comunale

Nei dati provvisori la lista della Democrazia Cristiana era in testa. In studio l'ultimo seggio risultava conteso tra Controcorrente, Ribera Domani e Sud chiama Nord. La composizione del Consiglio va verificata sui dati definitivi.

Gli altri candidati

Secondo i commentatori in studio, Provenzano ha ottenuto un buon risultato contro una coalizione molto forte e guiderà l'opposizione. Per Controcorrente il risultato di Palminteri, con un movimento nato da pochi mesi, è stato considerato un buon punto di partenza. Il quarto candidato, Riccardo Romano, non aveva partecipato ai confronti di Mi Candido.

Cosa succede adesso

Dopo la proclamazione ci sarà il passaggio di consegne con il sindaco uscente Matteo Ruvolo. Mi Candido tornerà a chiedere conto degli impegni presi in campagna elettorale, a partire da quelli del confronto finale.

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