# Referendum sulla giustizia 2026: cosa cambia, le ragioni del Sì e del No

URL: https://micandido.net/articoli/italia/referendum-giustizia-2026
Data: 2026-03-16
Puntata: 8 — Sì o No: il referendum sulla giustizia (2026-03-16)
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=LyN8KoP1qEU

Due avvocati, due comitati, una riforma costituzionale. Nella puntata di Mi Candido pubblicata il 16 marzo 2026, Fabrizio Di Paola per il Sì e Stefano Antonio Scaduto per il No hanno messo a confronto le ragioni del voto sul referendum che riguarda la giustizia.

## In breve
- La riforma separa le carriere di pubblici ministeri e giudici, divide in due il Consiglio superiore della magistratura (CSM), ne sceglie i componenti per sorteggio e affida i procedimenti disciplinari a un'Alta Corte.
- Per il Sì completa il «giusto processo»: chi accusa e chi giudica non devono essere colleghi. Per il No indebolisce l'autonomia e l'indipendenza della magistratura.
- Su un punto i due ospiti sono d'accordo: la giustizia va cambiata. Il disaccordo è su come.

## Come funziona oggi
C'è un solo CSM: tre membri di diritto (il Presidente della Repubblica, il primo presidente e il procuratore generale della Cassazione) e trenta membri eletti. Un terzo li elegge il Parlamento tra professori di diritto e avvocati con quindici anni di professione, due terzi li eleggono i magistrati. Pubblici ministeri e giudici fanno lo stesso concorso e appartengono alla stessa carriera; oggi possono cambiare funzione una sola volta entro dieci anni. I procedimenti disciplinari li decide una sezione dello stesso CSM.

## Cosa cambia con la riforma
Le carriere si separano e i CSM diventano due, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. I componenti non sono più eletti ma sorteggiati: i magistrati tra i magistrati, la parte «laica» da un elenco di professori e avvocati approvato dal Parlamento. I procedimenti disciplinari passano a un'Alta Corte disciplinare, unica per giudici e pubblici ministeri.

## Le ragioni del Sì
Per Fabrizio Di Paola la riforma porta a compimento il codice accusatorio del 1989 e il «giusto processo» entrato in Costituzione nel 1999: il pubblico ministero accusa, il giudice valuta le prove al di sopra delle parti. Il sorteggio, sostiene, serve a togliere peso alle correnti della magistratura, e l'Alta Corte a superare una «giustizia domestica». Autonomia e indipendenza della magistratura, ha ricordato, restano scritte in Costituzione. Ha aggiunto che la separazione delle carriere esiste in molte democrazie europee e che l'idea ha radici anche nella sinistra italiana: «questa riforma non è una riforma contro la magistratura. Questa è una riforma contro le distorsioni della magistratura».

## Le ragioni del No
Per Stefano Antonio Scaduto la riforma è stata «imposta» dal governo, senza accogliere nessun emendamento né le osservazioni dell'Associazione nazionale magistrati. Il sorteggio, sostiene, toglie autorevolezza al CSM e lo rende più debole di fronte alle pressioni della politica. L'Alta Corte, per lui, rischia di «intimorire i magistrati» nelle inchieste sui potenti. La riforma, aggiunge, non affronta il problema che i cittadini sentono di più, la lentezza dei processi, e rischia di rompere l'equilibrio tra i poteri disegnato dai costituenti.

## Dove non sono d'accordo sui fatti
Su due punti gli ospiti hanno dato letture opposte del testo. Per Scaduto le decisioni dell'Alta Corte non si potranno più impugnare in Cassazione; per Di Paola sì, perché tutti i provvedimenti giurisdizionali sono impugnabili in Cassazione. Per Di Paola i magistrati sorteggiabili dovranno avere almeno dodici anni di anzianità, come prevede la legge ordinaria in vigore; per Scaduto il requisito dipenderà da una legge successiva.

## L'appello finale
Di Paola: votare Sì «con serenità», per adeguare la giustizia «alle migliori democrazie liberali». Scaduto: votare No, perché una modifica della Costituzione richiede «una larga condivisione» che, per lui, non c'è stata.

Mi Candido non dà indicazioni di voto: questa pagina riporta le posizioni dei due ospiti, con lo stesso spazio.

## Guarda la puntata
- [▶ SI vs NO: il referendum sulla giustizia a Mi Candido](https://www.youtube.com/watch?v=LyN8KoP1qEU)

## Chi è
- **Fabrizio Di Paola** — avvocato penalista, referente per la campagna referendaria dell'Unione Camere Penali nel distretto della Corte d'appello di Palermo; ha costituito a Sciacca un comitato di cittadini per il Sì.
- **Stefano Antonio Scaduto** — avvocato, presidente a Sciacca del Centro Studi De Gasperi; tra i promotori del comitato «De Gasperi – Aldo Moro» per il No.

